La Val di Vara

Val di VaraLa Val di Vara

La Val di Vara si trova nell’entroterra ligure dove la Liguria si confronta con la Toscana e l’Emilia Romagna, ed è la valle più grande non solo della Provincia della Spezia, ma di tutta la Liguria. Il territorio si sviluppa lungo il corso del fiume Vara, dal quale deriva il nome dell’omonima valle.

La Val di Vara è delimitata a nord dallo spartiacque dell’Appennino che va dal M. Zatta (1407 m) al M. Gottero (1640 m), detto spartiacque separa l’alta Val di Vara dalle valli del parmense. Dal M. Gottero prosegue poi in direzione sud-est la dorsale secondaria per il M. Fiorito (1093 m) e M. Cornoviglio (1162 m) che separa la Val di Vara dalla Lunigiana (Provincia di Massa). Questa dorsale secondaria va a calare gradualmente di quota e si interrompe dopo il Comune di Bolano (Provincia della Spezia) in corrispondenza dell’alveo del fiume Magra.

La Val di Vara è suddivisa in Alta Val di Vara, che comprende i Comuni di Varese ligure, Maissana, Carro, Carrodano, Zignago, Sesta Godano e Rocchetta Vara, e media e bassa Val di Vara, che si sviluppano nella parte più a valle del corso d’acqua e comprendono i Comuni di Beverino, Bolano, Borghetto, Brugnato, Calice al Cornoviglio, Follo, Pignone e Riccò del Golfo.

Il distretto biologico è locazizzato nell’Alta Val di Vara, la porzione più interna del territorio della provincia della Spezia e comprende i Comuni di Varese ligure, Maissana, Carro, Carrodano, Zignago, Sesta Godano e Rocchetta Vara. Il distretto biologico, al fine di garantire sufficiente omogeneità dal punto ambientale e socio-economico, si estende su un territorio contiguo di circa 345 km2, con altitudine variabile tra 120 m e 1639 m s.l.m. e popolazione residente, al 31 Dicembre 2009, di 6.368 abitanti. Il territorio è caratterizzato valdivarada una bassa densità di popolazione e da una ricchezza di paesaggi incontaminati.

La Val di Vara è attraversata da numerosi torrenti che confluiscono nel fiume Vara, il quale nasce dal Monte Zatta ed è in principale affluente del fiume Magra. La morfologia tormentata ed impervia delle convalli crea condizioni di paesaggio spesso selvaggio caratterizzato da vaste aree boschive che interessano interi versanti.

Il territorio risulta di notevole interesse dal punto di vista geominerario in quanto caratterizzato da molteplici formazioni idonee di serpentino, diaspro rosso e arenaria.

La Val di Vara è collegata alla costa ligure mediante la S.P. 523, da Sestri Levante (GE), conduce direttamente nella parte centrale dell’alta valle e si snoda verso nord, oltre il confine territoriale rappresentato dal Passo Cento Croci per raggiungere la città di Parma.

Nella zona sud del territorio, la S.S. 566 collega la bassa valle alla Spezia. Strade minori collegano tutte le frazioni di montagna alle vie di comunicazione principali seguendo il corso degli affluenti del fiume Vara e la morfologia del territorio.

Cenni storici e popolazione

La presenza dell’uomo in Val di Vara è attestato a partire dal Paleolitico medio (da 80.000 a 40.000 anni fa circa), ma è dall’Età dei Metalli che si assiste ad un più intenso popolamento della valle, testimoniato dai numerosi insediamenti rinvenuti: i Castellari. Rilevanti sono le testimonianze di attività estrattiva: a Maissana si trova il sito archeologico di Lagorara, di importanza eccezionale: una cava di diaspro utilizzata dall’uomo preistorico 5.000 anni fa.

Successivamente i Liguri, in particolare le tribù dei Friniates e dei Veleiates che abitavano la parte media e superiore della valle, furono assogettati dai Romani, i quali limitarono la loro presenza al controllo delle zone litoranee, penetrando raramente all’interno.

Le popolazioni locali erano dedite soprattutto alla pastorizia e all’agricoltura, attività mantenute nonostante la successiva conquista dei Bizantini e dei Longobardi nel 641. A caratterizzare i secoli successivi saranno le controversie tra le famiglie feudali, tra le quali i Fieschi ed i Malaspina, e la città di Genova, che vede consolidato il suo potere a partire dal ‘500. E’ l’inizio dei “secoli genovesi”.

Nel 1923 la Val di Vara, in tutta la sua estensione, entrava a far parte dell’appena costituita provincia della Spezia.

I paesi si susseguono in rapida successione, tante storie li accompagnano, diverse realtà e culture ne hanno segnato lo sviluppo. Sede di attività economiche e centro agricolo un tempo conosciuto per l’industria produttrice delle pipe è Sesta Godano. Luogo di leggende, come quella che vuole l’apparizione della Madonna al santuario di Roverano, è Carrodano. E poi Rio, Groppo e Montale, caratteristici per la presenza di ottimi vitigni; il paesino di Montale è caro a Mario Soldati che ne esaltò il costume, la freschezza dell’ambiente e il buon vino, prodotto in diverse qualità. Le antiche origini di questi borghi sono confermati dalla presenza di necropoli del VI secolo a.c.

Anche le origini del borgo di Carro sono molto antiche e alcuni studiosi le fanno risalire al periodo della dominazione romana; Rocchetta di Vara fu probabilmente un antico insediamento preromano, come testimoniano i reperti archeologici del II millennio a.C. ritrovati nella vicina Suvero e la statua stele rinvenuta al confine con Zignago. Come i comuni più a est della Val di Vara, anche Rocchetta di Vara è stata soggetta alla dominazione malaspianiana, che furono padroni di queste zone quasi ininterrrottamente fino all’abolizione del feudalesimo nel 1797.

Infine, particolare rilievo assume Varese Ligure, il “Borgo Rotondo” per eccellenza; la sua pianta fu ideata su un modello che prevedeva case murate tutte uguali tra loro, disposte su un perimetro circolare, al cui centro doveva sorgere la piazza con il mercato, e la cui apertura doveva essere sorvegliata dall’antistante Castello dei conti Fieschi. Si tratta di une vero e proprio progetto di insediamento attuato dai Fieschi tra la fine del XIII ed l’inizio del XIV secolo, quando la casata stabilì il proprio controllo nell’Alta Val di Vara.

Le diverse culture e le numerose dominazioni hanno lasciato tutte preziose testimonianze: la probabile origine bizantina è ricordata dai toponimi di derivazione greca e dai resti rinvenuti sotto il castello dei Fieschi; tesori del seicento e del settecento come l’Oratorio dei SS. Antonio e Rocco, la Chiesa e il Convento di S. Filippo Neri e S. Teresa d’Avila raccontano la stabilità ed il benessere della Repubblica di Genova.